Le fonti documentarie

I documenti d’archivio sono la base di ogni ricerca dello storico: documenti ufficiali e scritti privati possono rivelare una serie di formazioni notevole se ben consultati. Relativamente alle confraternite i documenti sono datati dalla seconda metà del Duecento fino ai primi decenni ottocenteschi, quando la chiusura di molte confraternite su ordinanza napoleonica, fece confluire tutta la mole documentaria superstite negli archivi di stato.

I documenti più importanti per la storia delle confraternite sono sicuremente gli statuti di fondazione e le matricole; i primi perchè ci rivelano gli intenti di fondazione e le norme che servivano a regolare la vita confraternitale, le matricole riportavano fedelemente i nominativi e altre informazioni personali realitve ai confratelli. Confrontando questi documenti, o almeno quelli ritrovati, è possibile anche tracciare il processo evolutivo che aveva irrigidito o meno le norme delle confraternite, oppure i processi di selezione degli adepti alla fraterna.

Altri documenti interessanti sono quelli che regolamentavano la vita economica della confraternita, come i libri dei legati o dei lasciti, in cui si teneva scrupolosamente conto dell’entrate e delle uscite dai depositi. Infatti con il diffondersi delle confraternite nel XV secolo, aumenta la loro attività economica che prevedeva numerose attività caritatevoli che oggi definiremmo servizi sociali. La dotazione delle fanciulle povere, l’assistenza ai poveri e agli infermi, la compassione per i condannati, gli onori funebri per i confratelli e la celebrazione delle messe in suffragio delle anime defeunti trasformarono gli oratori in casse in cui confluivano e defluivano beni e dotazioni. I libri dei legati, documentando le spese, ci rivelano chi fossero gli artisti in contatto con le varie confraternite e quanto denaro venisse investito per l’arte sacra e la cura dell’oratorio.

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