Un testamento affrescato: esibizione o poca fiducia?

 

L’oratorio di San Bernardino dei Disciplini di Clusone, oltre alla Danza Macabra (a cui dedicheremo vari articoli negli interventi successivi), reca sulla facciatata diversi altri affreschi. Infatti dai vari restauri che hanno rivitalizzato i muri della facciata, sono emersi alcuni testamenti affrescati, di cui purtroppo solamente uno è quasi completamente leggibile . Tale testamento, rogato «adi XII del miso de’ februaro del ano 1485» da Angelino di Cai noder, riguarda l’obbligazione stipulata tra «Ser Gadaldo del Cavalino di Scalvion» che donava dei terreni in cambio della celebrazione di alcune messe di suffragio. Dei testamenti abbiamo già parlato relativamente al contenuto del Libro dei legati, ma questo scritto si distingue per almeno due motivi. Innanzitutto questo testamento è affrescato sulla facciata dell’oratorio, il che lo rendeva visibile pubblicamente; ciò può testimoniare la volontà del defunto di dare risalto alla sua generosità, oppure si voleva essere certi che i Disciplini eseguissero quanto pattuito e si chiamava lo spettatore quale garante. Credo sia più probabile questa seconda ipotesi , poiché la donazione dei terreni viene vincolata con queste condizioni: «e cum questo che may per alchuno tempo di quello consorcio de disiplina non possa vender, donar, allienar, promutar, translatar né contracambiar, ypoticar ni obligar quelli pezi de terra», che se disattese comportavano la perdita di quei beni a vantaggio della Confraternita dei Disciplini di Ardesio . Come dicevo non è l’unico esemplare, il che fa pensare ad un’usanza abbastanza comune, che prescindeva dall’affidabilità della confraternita destinataria del lascito.

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