Il Libro dei Legati della Confraternita dei Disciplini di Clusone

All’amministrazione economica dei beni della confraternita è dedicata una delle poche fonti documentarie che ci sono pervenute riguardo la scuola clusonese, il Libro dei Legati dei Disciplini di Clusone e relativo alle confraternite di S. Maria Maddalena  e di S. Bernardino. Il codice è conservato nel fondo di religione dell’Archivio di Stato di Milano , dove confluì una volta che la confraternita  venne soppressa. Il codice, in parte pergamenaceo , in parte cartaceo, è rilegato in una custodia di legno e cuoio; la parte esterna della rilegatura di legno reca le scritte: Disciplini di Clusone, Libro dei Legati, 1435-1791 . I primi fogli, pergamenacei, sono scritti nel 1454 da Gregorio de Capitaneis di Scalve, legato a Clusone nella metà del XV secolo. Egli trascrive un elenco, forse già  a lui anteriore, con l’inventario dei beni immobili, degli arredi e di tutti i debitori di legati perpetui della confraternita. Il legato più antico risale infatti ad una ventina d’anni prima che il codice venisse redatto; datato 7 settembre 1435,  è relativo al debito contratto da Andrea Rizzi de Trussardis, tenuto al pagamento di 10 soldi imperiali come trascritto nel testamento del padre Peterzino.

Il Libro reca ovviamente diversi stili, sia di grafia, sia di impostazione del testo: a note e appunti disordinati si contrappongono informazioni ben strutturate, all’interno di un testo scritto con una grafia curata. Questo cambiamento si nota distintamente dalla metà del XVI secolo, quando la chiesa cattolica varò il grande progetto di riforma per modernizzare la struttura ecclesiastica e la devozione del popolo. La necessità di avere un registro ordinato, che tenesse annotati fedelmente i conti della confraternita, divenne fortissima in relazione alle visite apostoliche che divennero frequenti e inflessibili sotto il cardinale Carlo Borromeo . Vedremo successivamente quanto la Controriforma abbia influito sulle attività, sulle celebrazioni e sugli edifici delle Scuola dei Disciplini di Clusone. Inoltre, scorrendo velocemente le pagine del Libro dei Legati, si ha un’idea immediata dell’importanza che i lasciti testamentari avevano nell’economia e nel buon governo della confraternita. Denaro e appezzamenti di terra erano le donazioni principali e venivano destinati a vari usi, a seconda delle indicazioni del donatore o meno.

Non è raro trovare lasciti destinati all’acquisto di arredi sacri, a riparazioni o a migliorie all’oratorio; oppure talvolta i “beni testamentari” erano destinati alleopere assistenziali,  tra cui le maggiori svolte dai Disciplini erano il sostentamento dei poveri e degli infermi, la dote delle fanciulle meritevoli e i funerali per chi non se lo poteva permettere. Sempre scorrendo le pagine del manoscritto, appaiono numerosi i nomi delle famiglie più antiche e nobili di Clusone : i Bonicelli, i Maffei, gli Scalvinoni, i Brasi, i Fanzago ; sicuramente chi più aveva più donava, ma non deve essere un caso che tutti questi esponenti di famiglie benestanti fossero così legati alla confraternita dei Disciplini locale. Servirebbe una matricola con i nomi dei membri della confraternita per dirlo con certezza, documento che per Clusone non è mai stato rinvenuto, ma è possibile che la scuola avesse una nutrita rappresentanza di alti esponenti della società nobiliare e mercantile.
All’inizio del paragrafo si accennava al dovere del confratello morente di lasciare parte dei suoi beni alla confraternita, ma in molti facevano forti donazioni in cambio di messe e preghiere in suffragio della propria anima. Tali “contratti” sono meticolosamente riportati all’interno del codice, con la descrizione di ciò che viene lasciato e di quante messe vengono promesse; come il caso del «Testamento per Angelino q. di un altro Angelino Bando di Lantana habitatore in Clusono», in cui il donatore ha «iudicato et lassado in rimedio dell’anima sua al preditto Consortio della disciplina di Clusone una peza di tera aradora posta nel territorio di Clusono nel logo di brozola». Nel caso in cui la confraternita avesse accettato la donazione, accettava anche le richieste del defunto: «obligando el ditto consortio della disciplina a far celebrar ogni anno in perpetuo messe trei a spese di esto consortio per l’anima del ditto Testadore et delli suoi defonti» . Sembra però che le messe celebrate in suffragio dei defunti fossero divenute un po’ troppe, se troviamo nel foglio 135 un invito a ridurre tali celebrazioni: «si dimanda chi ditte messe siano ridotte almeno al numero di misse 60, che sopra ditto reddito non se li daria d’elemosina senon soldi 18 per messa» .
Il Libro dei Legati non limita il suo contenuto ai testamenti sopra menzionati, ma veniva utilizzato anche come promemoria delle compravendite dei terreni e degli immobili, come riportato sul verso di questa pagina datata 1531: «Ditto Mateo filio di Messer Zouan Almidanino di Bonicelli da Cluson ha venduto al prefato Consortio della Disciplina da Cluson le infrascritte proprietadi». Segue l’elenco delle terre acquistate, che vengono singolarmente e dettagliatamente descritte con il loro confini: «Una peza di terra prativa et buschiva con la quarta parte di una stalla posta nel Territorio di Cluson overo di Fino»; «alla qual confina da doman la valle della costa alta da mezo giorno, et da sera Peder fq Zuliano di Beccharelli …  per pretio di lire cento dodeci di imperiali».

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